L’elisir d’amore: al Carlo Felice l'opera di Donizetti

L'elisir d'amore

L'elisir d'amore

Un imbonitore e l'illusione di un filtro capace di far innamorare. In scena una delle produzioni storiche del teatro. Omaggio a Lele Luzzati. Dal 19 marzo

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Genova - Lunedi 13 marzo 2017

Contenuto in collaborazione con Teatro Carlo Felice

Fregare il prossimo alimentando le sue speranze e i suoi desideri è un mestiere vecchio quanto il mondo. Oggi, nell'era 2.0, è rinato in forma digitale: le promesse prodigiose appaiono miracolosamente nelle caselle email e sulle pagine dei social. Una truffa antica potenziata da mezzi ultramoderni, basata sull’illusione di poter realizzare i propri sogni senza fatica, senza dover superare ostacoli e, soprattutto, senza il rischio del fallimento implicito in ogni impresa umana. Retaggio di un’era arcaica, governata non da leggi razionali ma dalla magia.

L’opera lirica, che nella sua storia ha affrontato tutti i temi fondamentali della vita, non poteva non inciampare, prima o poi, anche in questa debolezza umana. L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti - in scena al Teatro Carlo Felice di Genova il 19, il 21 e 22, il 25 e 26 e il 28 marzo - è proprio questo: l’imbonitore di turno che cerca di approfittarsi dell’ingenuità di un giovane che abbocca all’amo irrazionale della magia. E l’imbonitore si chiama Dulcamara, nome - non a caso - di una pianta velenosa dolceamara.

Gli autori sono due maestri dell’ironia sottile, l’uno con le note e l’altro con le parole: Gaetano Donizetti e Felice Romani (gloria locale: era nato a Genova nel 1788).
La pozione magica non è altro che una bottiglia di bordeaux spacciata per un portentoso elisir in grado di far innamorare la bella e ricca Adina del giovane e spiantato Nemorino; il quale deve anche rivaleggiare con lo sciupafemmine di turno, fornito dell’intramontabile fascino della divisa: l’aitante sergente marziale Belcore.

Come andrà a finire? L’elisir d’amore è, diremmo oggi, una commedia sentimentale, quindi l’happy end è d’obbligo. Ma la cosa più importante è che i protagonisti, durante il percorso verso il lieto fine, passeranno dalla favola alla realtà, con tutto ciò che questo comporta, sofferenza sentimentale compresa. Celeberrima è la romanza di Nemorino Una furtiva lagrima, un momento di dolore vero nel bel mezzo di quella che in fondo non è altro che una parodia del Tristano e Isotta, in cui il filtro d’amore è davvero un filtro d’amore (e non una bottiglia di vino). L'opera, datata 1832, è diventata un capolavoro senza tempo, che da sempre piace a tutti, melomani e non, per la fluidità della musica e la perfezione del gioco drammaturgico.

L’allestimento che il Carlo Felice presenta dal 19 al 28 marzo è una delle sue produzioni storiche, messa in scena per la prima volta nel 1994, tra le più lodate ed amate da pubblico e critica: regia di Filippo Crivelli, scene di Lele Luzzati e costumi di Santuzza Calì. Una ripresa che il Carlo Felice dedica a Luzzati nel decennale della scomparsa (il carro di Dulcamara è un’invenzione luzzatiana che rimane impressa per sempre nella memoria dello spettatore).

Il cast è il migliore che si possa desiderare oggi per la gemma di Donizetti-Romani: Francesco Meli (Nemorino), che con questo spettacolo festeggia i suoi tredici anni di successi al Carlo Felice (iniziati proprio con l’Elisir firmato Crivelli-Luzzati- Calì), Serena Gamberoni (Adina), moglie di Meli, Federico Longhi (Belcore) e Roberto De Candia (Dulcamara). Sul podio, Daniel Smith. Un’opera da non perdere, per ridere degli imbonitori alla buona di ieri e difendersi da quelli ipertecnologici di oggi.

L'elisir d'amore

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L’elisir d’amore
Teatro Carlo Felice, Genova

Domenica 19 marzo, ore 20.30
Martedì 21 marzo, ore 15.30
Mercoledì 22 marzo, ore 20.30
Sabato 25 marzo, ore 15.30
Domenica 26 marzo, ore 15.30
Martedì 28 marzo, ore 20.30

Melodramma giocoso
libretto di Felice Romani
musica di Gaetano Donizetti

Direttore d’Orchestra, Daniel Smith
Allestimento Fondazione Teatro Carlo Felice
Regia, Filippo Crivelli
Scene, Emanuele Luzzati
Costumi, Santuzza Calì

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