La Francesca, un lembo vero di Liguria tra Levanto e Bonassola

Camera con vista a La Francesca

Camera con vista a La Francesca

Una casetta in mezzo al verde. La pista ciclabile che ti permette di arrivare nei paesi. E poi la Torre di Framura e una degustazione nella frazione Setta. Se il paradiso è così, prenoto subito un posto

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Levanto (Genova) - Mercoledi 15 marzo 2017

Che abbia finalmente trovato il mio posto in prima fila da dove osservare balza per balza il paesaggio ligure che precipita in mare? Una camera con vista su precipizi, strapiombi, pini, cespugli di mirto e scogli levigati dal movimento incessante del mare.

È successo per caso. Qualche tempo fa mi intercetta Marco, proprietario del Resort La Francesca, mi invita per il weekend dell'otto marzo, in questo posto appartato tra Bonassola e Levanto, insieme ad un gruppo di giornaliste e blogger. Tutto spesato, a parte gli extra. Ho da poco scoperto questi luoghi vicino alle Cinque Terre e voglio approfondire.

Marco ci ha invitato per ricordare Gloria la madre, partigiana e femminista, che ha strappato all'incuria questo angolo di mondo, su rocce a strapiombo, franose e ostiche, per costruire un villaggio con una cinquantina di casette. È successo a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, quando per raggiungere la Francesca in auto ci volevano otto ore da Milano, dove Gloria viveva. Mi immagino gli sguardi dubbiosi e derisori degli abitanti di allora. Niente sbancamenti, le casette poggiano tutte su dei pilastri. Davvero non si notano sepolte in mezzo al verde e non disturbano neanche il mio occhio severo.

Un'epopea insomma.

Anche se alcune ospiti si sono lamentate di qualche disguido al ristorante e di qualche particolare organizzativo, la bellezza del luogo per quanto mi riguarda ha sorpassato qualunque attrito. Un fatto misterioso: non avevano ghiaccio. Mi serviva per tamponare l'ennesima storta che mi sono presa scendendo da Scernio verso Levanto a piedi, il sentiero più sconnesso e con sassi rotolanti che abbia trovato da queste parti. Però poi l'ho ottenuto.

Ebbene, consiglierei a chiunque avesse desiderio di entrare veramente in contatto con l'essenza della Liguria di trascorrere qualche giorno qui. Si può affittare solo la casetta, provvista anche di cucina. E godersi lo spettacolo in platea. Sono abitazioni rustiche quel tanto, che le rendono vicine al mio gusto estetico. Appena arrivata, uno dei tramonti più spettacolari, che lasciano intravedere tutta la costa ligure fino alla Francia, Monviso compreso.

Sabato visitiamo Framura, accompagnate da Enrico Barbieri dell'Associazione Framura Turismo. Un baldo giovine molto preparato sui beni artistici. È un po' il San Pietro del paese, ha tutte le chiavi in tasca, ci ha fatto entrare nella Torre di Costa e salire fino in cima, non vi dico lo spettacolo. Così come nella Pieve di San Martino.

Poi uno spuntino per tutte in un posto incantevole, nel borgo Setta di Framura, la gastronomia Enrica, con un bel giardino. Piatto ricco mi ci ficco: focaccia, torta di carciofi, seppioline con i piselli e ceci in zimino, il tutto innaffiato con vini locali. Il mio palato è in estasi, mentre le food blogger si prendono a spintoni per fotografare queste delizie. Ma chi fa trekking lo sa. Oggi è una giornata splendida, ci abbiamo messo tre ore per arrivare dalla Torre fino a qui (500 metri?). Pazienza se non finisco il giro, con un' ulteriore degustazione in riva al mare. Saluto Enrico e le colleghe e decido di andare a farmi una scarpinata.

Torno in auto a La Francesca, e da lì scendo sulla pista ciclo-pedonale. Perché proprio sotto al resort sbucano due gallerie, una che va a Levanto e l'altra che va a Bonassola e poi a Framura, un percorso in pianura recuperato dal tracciato della vecchia ferrovia. Solo bici e pedoni, niente auto. Viva! Raggiungo Bonassola a piedi e mi inerpico fin su a Scernio, tra gli olivi. Per poi scendere su Levanto, dove ho preso la storta già citata. La sera a cena la brava e appassionata Laura Canale presenta il Festival delle Geografie che avrà luogo a Levanto dal 7 al 9 aprile, un evento da non perdere.

Il giorno dopo mi godo una delle più belle domeniche della mia vita. Chiusa nella casetta, di fronte al panorama già descritto, a riposare la caviglia. Mi viene a trovare solo Antonia, che ho conosciuto la sera prima, e mi introduce al metodo Feldenkrais, per acquisire una postura diversa e non prendere più storte.

Una cosa che mi devo ricordare più spesso, quanto è bella la solitudine, soprattutto in un posto così. Lo dice una che sta sempre in mezzo alla gente, che ha tanti amici e amiche care, che ha un lavoro intenso. Con un paesaggio così che ti entra dentro e non ti lascia più. Ora sono a casa, sto scrivendo lo spunto del mercoledì e questo lembo di Liguria appoggiato sul dirupo mi manca già da morire. Se il paradiso è così, prenoto subito un posto.

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Alberta Lamonaca frequentava La Francesca, quando era bambina, negli anni Settanta. Dopo aver letto l'articolo, ha fatto questo commento: "Conoscevo la signora Gloria, una Donna Partigiana che si intratteneva spesso e volentieri a chiaccherare con mia nonna. Era una Donna splendida, dai modi gentili e fermi. Amava quel luogo in maniera profonda".

Laura Guglielmi

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