| |
| mente/BLOG |
FOTOVAGANDO di Stefano Andrea Vignolo |
11/05/2012 |
| JANUA PHOTO GROUP |
 |
Prima uscita pubblica, oggi, dello Janua Photo Group, collettivo di fotoamatori che ha allestito nella saletta interna del “Bar Vittoria” (Piazza della Vittoria 44R) la mostra “Comme unn-a cittae de marmo”, aperta fino al 17 maggio e dedicata alle antiche statue (e non solo) che adornano il Cimitero monumentale di Staglieno, meta piuttosto famosa tra gli appassionati di fotografia per la ricca fonte di spunti scenografici.
Colpisce in questa piccola mostra la cura per i dettagli: dalla stampa sul supporto forex alla scelta delle immagini, mai banali e tutte rigorosamente in bianco e nero (come si addice all’argomento).
Nel complesso, hanno poco da invidiare all’opera “Staglieno, giganti di marmo” di Gianni Berengo Gardin. Anzi, mi sbilancio: mentre gli scatti del Maestro sono talmente perfetti da aggravare la freddezza naturale del marmo, qui l’effetto è più umano, più….”vivo”.
Complimenti al Gruppo e agli Autori: sono certo che sentiremo parlare di loro in futuro.
|
|
25/04/2012 |
| IL MIO 25 APRILE |
 |
Le targhe stradali. Oggetti diventati quasi inutili, perchè spesso indicano solo un luogo di transito. E così finisce che passiamo veloci sotto di esse, e non ci fermiamo certo a leggerle.
A pochi metri dal mio studio esiste un vicoletto intitolato a Giuseppe Cavallino, morto il 3 marzo 1945.
Ho cercato notizie su di lui, senza fortuna. Forse perché la sua vita non si legò a qualche momento collettivo della storia partigiana. Ma il suo gesto è stato ugualmente epico: caduto per la libertà (recita la targa).
Un ragazzo (un uomo) di appena 25 anni che è morto per me e per noi: ancora otto-settimane-otto e avrebbe festeggiato la Liberazione, vivo. E magari oggi sarebbe ancora tra noi: un arzillo novantenne.
Invece di lui è rimasta solo la targa di un vicoletto secondario. Però mi piace pensare che la mia giornata di lavoro si chiude sempre passando sotto a quella targa, sotto a quel nome cui oramai sono affezionato.
Grazie, Giuseppe.
|
|
22/04/2012 |
| L'ERRORE |
 |
In un’intervista apparsa su Canon Photo Professional, il fotografo Carlo Carletti dichiara: “col digitale sei quasi narcotizzato e questo può minare la creatività; c’è poi l’effetto cotto e mangiato che ti toglie di dosso l’inquietudine verso ciò che stai facendo; per questo le foto che vediamo sono tutte uguali; manca quella sbagliata, che spesso è la più bella di tutte”.
Eggià. Il digitale permette il controllo di tutto, ma quello che conta davvero è la fantasia….o l’errore!
E così mi sono ricordato di una delle immagini d’archivio cui sono più affezionato.
Inverno, centro di Milano. Voglio riprendere un dettaglio del tram giallo, quando per errore sbuca da dietro un tram arancione più veloce. E sempre per errore sbaglio l’impostazione della velocità di scatto.
Guardo l’anno della foto: 2008. Quando non possedevo ancora la mirabolante reflex – che consente di impostare anche i finti errori – ma solo un giocattolino da 100 grammi che, oggi, non vorrei nemmeno in regalo.
|
|
08/04/2012 |
| IL TURISTA FOTO-RESPONSABILE |
 |
Intrufolatomi nel workshop (che mi ostino a chiamare italicamente “lezione di fotografia”) di Michele Dalla Palma, professionista di lungo corso nel settore del reportage etnografico e Direttore responsabile di “Trekking&Outdoor” (una delle testate più qualificate nel settore del turismo responsabile) ascolto musica per le mie orecchie.
“Il turista non ha diritto di razziare l’immagine delle persone solo perché ha pagato il biglietto del viaggio”.
“La post-produzione di un’immagine è lavoro di grafica, non è più fotografia”.
“Se uno scatto è venuto male, va buttato via perché non serve a niente perdere ore a ritoccarlo al computer”.
“Il buon fotografo è colui che ha di fronte a sè 100 occasioni di scatto, e si trattiene 90 volte dal farlo”.
Un approccio umanista – quello di Dalla Palma – che si pone in linea con lo scopo di questa rubrica: veicolare Pensieri & Cultura, senza crogiuolarsi nelle “ansie da prestazione” (intensificate, purtroppo, dall’avvento del digitale).
In alto: Michele Dalla Palma, Mandalay, Myanmar, 2006 (in esposizione presso la mostra “Occhi sul Mondo” fino al 21 aprile)
|
|
25/03/2012 |
| OCCHIO DI VETRO |
 |
“Così ho pensato che la fotografia, con quel suo occhio di vetro, quell’occhio fisso come un occhio finto che gode cinicamente e implacabilmente del suo essere un occhio finto, poteva essere una soluzione del problema. In realtà, il risultato è sempre disastroso perché la vita fissata dalla macchina diventa sempre una strana cartolina plastificata, senza neanche francobolli che la possano spedire da qualche parte”.
Così scriveva nel 2004 l’architetto, designer, artista (e fotografo) Ettore Sottsass.
Ma di lì a poco i francobolli sarebbero arrivati: quelli virtuali e impalpabili che spediscono milioni di immagini in giro per il pianeta web….
Sopra: Ettore Sottsass, “Milano”, 1994
|
|
19/03/2012 |
| FOTOGRAFIA E (ANTI)MAFIA |
 |
Fotografia e (anti)mafia. Accostamento ardìto, ma non privo di senso.
Perché la mafia si nutre di oscurità. Dei suoi riti, dei suoi complotti, della paura che insinua in chi riesce a colpire.
Per combatterla bisogna quindi portare la luce – materia vivente della fotografia – sotto forma di legalità. Il nostro faro di civiltà contro la bestialità della(e) mafia(e).
Per questo è stata splendida la manifestazione nazionale di Libera ospitata da Genova. Per i numeri, certo, ma soprattutto per la luce che veniva dai suoi partecipanti: una marea di giovani e giovanissimi, la nostra “meglio gioventù”.
|
|
04/03/2012 |
| BUON COMPLEANNO FOTOVAGANDO! |
 |
Cari lettori,
chiedo venia se per una volta mi guardo l’ombelico e parlo di questo blog (anche se preferisco chiamarlo all’antica, ossia “rubrica”).
In settimana abbiamo festeggiato il primo anno sulle pagine di mentelocale.it
Li ho contati: da quel 28 febbraio 2011 sono transitati esattamente 41 articoli.
Risultato notevole, se si pensa a come era iniziato questo esperimento: parlare di fotografia senza cadere nelle diatrìbe sulla marca migliore di fotocamera, sul prezzo dell’accessorio tal dei tali, o sulle diavolerie consentite da Photoshop & C. (tanto per non far nomi).
E ci siamo riusciti. Siamo qui – quarantuno articoli dopo – a dimostrare che fotografia è prima di tutto ricordo, emozione, cultura. Uno strumento nelle mani della sensibilità umana per leggere e interpretare la realtà che ci circonda.
E non importa se la foto è scattata con una reflex da 3000 euro o con un telefonino alla portata di tutti. Quello che conta è la “testa” che ragiona dietro il mirino.
Questo secondo anno di fotovagando inizia con un invito a tutti Voi. Scrivete nello spazio dei commenti per indicare temi, argomenti e – perché no? – critiche. Sarò ben felice di condividere idee e percorrere nuove strade anche col Vostro aiuto.
|
|
|
|
|
| |
|
| |
|
|
| |
| L'occasione della settimana |
|
| |
|
|
|
|
| |
|
|
| |
Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
|
|
| |
|
|
| |