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I B&B italiani a convegno a Genova: «Ora è il momento della qualità»
All'incontro organizzato da GenovaFa e dal Comune, una forte risposta da parte di operatori e Associazioni di categoria. Omogeneità nelle norme regionali, fisco, un nuovo modello di sviluppo, semplificazione delle modalità, caccia al sommerso, qualificazione degli operatori: questa la sfida dei prossimi anni.
Il settore del Bed&Breakfast è cresciuto: in pochissimi anni è nato, si è sviluppato, è diventato adulto e ha occupato una nicchia di rilievo nell'economia turistica italiana. Tuttavia soffre ancora di non poche contraddizioni: in venti regioni ci sono altrettante legislazioni diverse, gli operatori non sempre offrono una qualità soddisfacente, le Regioni - sotto la cui competenza i B&B ricadono - non operano con una logica unitaria di valorizzazione del territorio e di sinergia con i vari soggetti che possono creare valore aggiunto.
Per questo associazioni di categoria e operatori sono pronti a creare una sorta di rete e ad alzare il livello, alla ricerca della qualità di una maggiore omogeneità delle norme regionali (pur mantenendo le necessarie differenze per la valorizzazione del territorio), di norme fiscali più chiare e coerenti, di una qualificazione che porti a una decisa professionalità in un settore che pure professionale non è per definizione.
Perché chi apre un B&B apre la sua casa agli ospiti con cortesia e accoglienza e non come un affittacamere o un albergatore.
Sono alcuni degli spunti emersi oggi al convegno B&B: Bravi & Basta? Un'offerta integrata a vantaggio dello sviluppo consapevole del turismo, tenuto nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi su iniziativa dell'associazione onlus GenovaFa e del Comune di Genova, col patrocinio di Regione Liguria, Provincia di Genova, Unioncamere Liguria, Gal Appennino Genovese, Eurispes, Ordine dei Dottori Commercialisti e degli esperti contabili di Genova e con la collaborazione di Deref Spa.
Una mattinata di intenso confronto, con una sala piena di operatori e rappresentanti di associazioni provenienti da tutt'Italia. Relatori gli assessori al Commercio Gianfranco Tiezzi e al Turismo Roberta Morgano (Comune), i rappresentanti di GenovaFa (la presidente Caterina Fasolini e la vice Angelica Canevari) e gli esperti Marisa Bacigalupo (presidente del Gal Appennino Genovese), Stefano Calandra (Presidente dell'Associazione Nazionale B&B e Affittacamere di Venezia), Barbara Ceretti (Sys-Q Sistemi di gestione), Gavino Maresu, direttore del Dipartimento Turismo dell'Eurispes), Marcello Pollio (commercialista e pubblicista), Vincenzo Ponterio (Presidente della Federazione Italiana B&B Italia di Roma), Daniela Sainato (Columbus Village Accomodation), Mario Schenone (Regione Liguria).
Nell'occasione quest'ultimo ha presentato una mappatura delle strutture di Bed & Breakfast presenti in Liguria: sono 808 le strutture (262 a Genova, 127 a Imperia, 300 alla Spezia e 119 a Savona), 1.676 le camere (560 Genova, 260 Imperia, 589 La Spezia e 267 Savona) e 3.657 i posti letto (1.248 Genova, 578 Imperia, 1.243 La Spezia e 588 Savona).
Il tutto negli ultimi otto anni: la legge regionale istitutiva dei B&B è infatti del 2000, e dopo una revisione del 1992, nel febbraio scorso la nuova legge regionale sul turismo ha ridefinito le strutture extralberghiere introducendo profonde novità. Ma ora bisogna stabilirne i decreti attuativi ed è in questa fase che GenovaFa chiede che si tenga conto di alcuni punti fermi. «In particolare - ha riassunto la presidente Caterina Fasolini - la semplificazione delle procedure, la definizione del prodotto, la qualificazione professionale degli operatori, il recupero del sommerso, i controlli di qualità».
Il Comune, dal canto suo, ha lanciato l'idea di fare dei B&B «i nuovi Rolli genovesi, con il rilancio di una nuova culutura dell'ospitalità» (l'assessore al commercio Tiezzi) e la volontà di «fare squadra con Regione, Provincia, Gal, GenovaFa e tutti gli altri soggetti turistici per far diventare i Bed&breakfast strumenti agili di penetrazione capaci di allargare l'offerta» (il neo assessore al turismo Morgano).
Per Gavino Maresu, docente universitario e direttore del Dipartimento Turismo dell'Eurispes, che ha fatto una profonda e apprezzata disamina del settore, partendo dalla situazione negli altri Paesi europei, «in Italia secondo l'Istat dal 2000 al 2007 le strutture sono passate da 2.457 a 12.565 (+411,4%) e i posti letto da 10.147 a 64.212 (+532,8%). Ma la situazione è diversa secondo le regioni, e lo sviluppo non passa dai musei o dai monumenti che ci sono nei singoli territori: la cultura e la qualità dell'accoglienza dipendono dalla capacità degli operatori di trasmettere quello che il territorio possiede. La carta vincente sta nella particolarità del B&B rispetto alle altre forme di ricettività. Qui tutto è basato sul rapporto umano, sullo scambio, sull'accoglienza. Questo bisogna imparare».
Non meno importanti per gli operatori le questioni fiscali, e su questo punto non mancano le diversità di opinione fra le varie associazioni: ha fatto chiarezza il ficalista Marcello Pollio, il quale ha illustrato la disciplina fiscale alla quale sono tenuti oggi i gestori di B&B - che non sono tenuti ad avere la partita Iva ma a rilasciare ricevuta - e le differenze con gli affittacamere.
Sulla necessità di un marchio di qualità ha insistito Vincenzo Ponterio, il quale ha detto che «ora è finita la fase della quantità» e ha fatto il punto sulle differenze del servizio offerto dalle strutture straniere rispetto a quelle italiane, mentre Stefano Calandra ha illustrato i servizi offerti dalla sua Associazione, che riunisce oltre 700 attività extralberghiere e da tempo analizza in maniera critica tutte le legislazioni regionali in materia di B&B.
Nel corso del dibattito, le esperienze specifiche di realtà come quella di Barbara Ceretti, esperta di sistemi di gestione e controllo qualità; di Daniela Sainato, responsabile di Columbus Village Accomation, società di servizi turistici nata proprio a seguito dell'esperienza pionieristica di GenovaFa in questo settore alla fine degli anni Novanta; della stessa associazione organizzatrice, raccontata dalla vice presidente Angela Canevari. E infine, un ricco dibattito, che si è sviluppato sulle domande del pubblico.
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