Multimedia Genova

Mercoledì 21 settembre Canti d’amor lontano nella chiesa di Santa Maria di Castello

L'ensemble femminile Sidorela
Foto 1 di 4
Mercoledi 7 settembre 2016 ore 13:13

Mercoledi 21 settembre, ore 19, presso la chiesa di Santa Maria di Castello, nell’ambito della rassegna La voce e il tempo, il concerto di musica vocale medievale Canti d'amor lontano, con Vera Marenco (voce, viella, pizzichi) e l'ensemble Siderela, composto da Bianca Albites Coen (voce, arpa, percussioni), Elisa Albites Coen (voce, viella, percussioni), Susanne Cambi (voce, pizzichi, percussioni) e Sofia Ghersina (voce, flauti, percussioni). Ingresso offerta minima 5 Euro.

Il programma propone una selezione di liriche provenzali che parlano di prigionia, distacco amoroso, lontananza, ricordo; sono i canti di un’umanità che, costretta a fare i conti con la precarietà della vita, trova un riscatto nei valori alti della fedeltà, del sacrificio, dell’amore, della fede, che sono i temi delle più belle liriche trobadoriche composte tra il XII e il XIII secolo.

Martedì 20 settembre, ore 18, il concerto sarà preceduto dalla conferenza di Ida Garzonio dal titolo Trovatori-trovatrici: donne da oggetto a soggetto di poesia.

Chevalier mult est guaritz è il più antico canto tra i canti di crociata, e reca un riferimento alla caduta di Edessa in mano araba, durante la II crociata (1144), mentre Ara pot hom  e Kalenda Maia si devono ad uno dei più noti trovatori provenzali, nonché ispiratore di Petrarca, Raimbaut de Vaqueiras.

Ja nuns hons pris è la celebre canzone di prigionia attribuita a re Riccardo Cuor di Leone, mentre Chanterai por mon corage racconta la preoccupazione e il dolore di una donna il cui amato è destinato a partire per la guerra, come è di una donna la voce che chiede notizie al mare sul ritorno del suo innamorato in Ondas do mar, dalle Cantigas de Amigo di Martin Codax. Nel rondeau A Dieu comant amourette di Adam de la Halle, l’ultimo dei trovieri, si dice dolcemente addio agli amori che si lasciano al momento di partire. Il programma si completa con due composizioni contemporanee: Canto di sirene è un canto femminile, evocativo, di straniamento, che suggerisce lontananza e desiderio, mentre Deus lo volt è stato composto su un testo legato alla leggenda della Crociata dei fanciulli del 1212, secondo cui migliaia di ragazzi trovarono la morte o la prigionia durante una spedizione in Terrasanta.