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Al Castello De Albertis la mostra Il tesoro della saggezza dei quattro tantra

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Martedi 29 novembre 2016 ore 17:04

Inaugurata alla fine di ottobre al Castello de Albertis, e visitabile fino al 29 gennaio 2017, la mostra Il tesoro della saggezza dei Quattro Tantra. L’arte della conoscenza e la ricerca spirituale nella tradizione tibetana offre l'opportunità di confrontarsi con la ricca cultura tibetana attraverso una moltitudine di opere molto varie: sculture, dipinti, tavole illustrate, opere, oggetti, strumenti musicali, testi, fotografie e installazioni. 

Curata da Alberto de Simone e Emanuela Patella, responsabili e animatori di Celso - Istituto di Studi Orientali, Dipartimento Studi Asiatici, la mostra è divisa in quattro sezioni: L’arte della conoscenza, per presentare i temi fondamentali della tradizione classica del buddhismo, gli insegnamenti originari, la definizione dei termini, l’interpretazione dei contenuti, attraverso la tradizione filosofica e nella pratica religiosa. La visione del corpo e la scienza della salute, dedicata alla descrizione simbolica del mondo e del corpo, nel loro funzionamento e nella relazione con gli ambienti e le emozioni. La ricerca spirituale: dalla costruzione dei mandala alla musica rituale, dalle regole monastiche alle pratiche devozionali, dalle danze cerimoniali alla preghiera, dalla recitazione dei mantra all’arte della scrittura e della calligrafia. Infine Il linguaggio dei simboli, sull'iconografia dei dipinti e delle sculture, sulla simbologia degli oggetti del culto, delle architetture religiose, degli strumenti cerimoniali, dei colori e delle forme.

Il titolo evoca una delle più importanti opere della cultura tibetana classica, conosciuta anche come Tantra delle istruzioni segrete sugli otto rami dell’essenza dell’elisir dell’immortalità, che raccoglie e codifica l’essenza dell’arte della conoscenza, gli insegnamenti per la pratica della ricerca spirituale, la visione del corpo e la scienza della salute, organizzati ed esposti secondo la tradizione direttamente dal Buddha Śākyamuni nelle vesti di Bhaiṣajyaguru, Signore dei Medicamenti, e tramandati nel corso dei secoli da maestro a discepolo. 

L.S.