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Monumenti di Carta le vicende migratorie dei liguri in un libro

La fotografia raffigura Antonio Vaccarezza dietro il bancone del suo negozio a Valparaiso (Cile) negli anni cinquanta. Nello stesso negozio aveva lavorato dal 1937 al 1947 come dipendente. © Monumenti di Carta, la fotografia nelle vicende migratorie dei liguri Internos Edizioni
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Martedi 13 dicembre 2016 ore 16:19

Martedì 20 dicembre alle ore 18.00 presso il Mercato del Carmine in piazza del Carmine appuntamento con la presentazione del nuovo libro di Mauro BaldassarriMonumenti di Carta. La fotografia nelle vicende migratorie dei liguri (Internos Edizioni). Insieme all'autore la giornalista Giulia De Stefanis.

Il libro racconta attraverso le fotografie la vita e i sentimenti degli emigranti liguri a cavallo fra Otto e Novecento. Una buona parte delle fotografie che costituiscono la raccolta è arricchita da didascalie scritte a mano, che aiutano a capire il contesto storico e sociale in cui sono state scattate. Vengono generalmente inviate come supplemento d'informazione, insieme alle lettere, per farsi vedere, per testimoniare in maniera simbolica la propria presenza all'interno della comunità di origine anche se ci si trova a migliaia di chilometri di distanza. Esse diventano così surrogati di presenza in virtù della superiorità comunicativa che la cultura popolare attribuisce alla fotografia rispetto al mezzo scritto. 

Il libro si apre con la prefazione dello storico Antonio Gibelli che introduce il tema della migrazione in Liguria, analizzandone brevemente il fenomeno ma soprattutto spiegando la nascita di un lavoro pioneristico fatto dall’autore analizzando gli archivi famigliari di gente comune, soprattutto migranti e combattenti delle guerre di massa. La ricerca, che poi sfocerà nella mostra Le vie dell’America (1989), prende il via dalla frequentazione dell’Archivio Ligure della Scrittura popolare e poi prosegue con le interviste che l’autore fa ai discendenti e parenti delle famiglie coinvolte nelle migrazioni.

Oggi da terra d’emigranti siamo diventati terra d’immigrazione, anche se il mare adesso non è più l’oceano ma è il Mediterraneo. Sono cambiate le tecnologie, ma sono rimaste le fotografie e le lettere, che adesso si chiamano selfie, e social network. Il risultato finale però non cambia: i surrogati di presenza viaggiano da una sponda all’altra di un mare, che può essere ostile, per mantenere o rinsaldare quei legami che la distanza e il tempo cercano di erodere e cancellare.

Mauro Baldassarri è redattore, fotografo, web designer, consulente per la creazione, lo sviluppo e la gestione di contenuti per il web, l'editoria, la comunicazione e i media. Ha curato per Camminare (Fusta Edizioni) la rubrica Dogwalking. Ha studiato la storia dell’emigrazione ligure fra otto e novecento dedicando particolare attenzione all’aspetto dell’utilizzo del linguaggio fotografico da parte degli emigranti. Per Internòs Edizioni ha curato Quelli dei comitati (di Giordano Bruschi, 2014), volume dedicato a raccogliere testimonianze e documenti relativi all’attività dei comitati spontanei di cittadinanza attiva a Genova nel recente passato Ha partecipato a un progetto di sviluppo turistico nella regione dell’Alto Solimoes nello stato di Amazonas in Brasile. È presidente di “Associazione TeA – Turismo e Ambiente”, attraverso la quale partecipa al progetto di costituzione di un organismo regionale ligure dedicato allo sviluppo di attività di cooperazione internazionale.